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martedì, 31 maggio 2005

La donna e la finestra-terza parte

Avrebbe voluto che la piazza fosse lunga chilometri, non finisse mai ma c'era una spinta interiore che gli diceva di andare avanti, sentiva che era ad una svolta importante e non poteva tirarsi indietro.

Come dio volle si trovò davanti alla casa e il suo indice, quasi staccato dal suo corpo, mosso da una volontà esterna premette il campanello sopra il quale non c'era nessun nome, nessuna indicazione.Una, due, tre volte, suonò a lungo, ma da dentro non giunse nessun segnale di risposta, eppure il campanello funzionava, ne era sicuro, aveva sentito distintamente gli squilli risuonare dentro la casa.

Che fare? Stette un po' incerto davanti al portone, guardandosi intorno, temendo, chissà perchè, che tutto il mondo si fosse radunato dietro di lui, a ridere , alle sue spalle, delle sue stupidaggini.Niente, la piazza era deserta, se si escludeva un netturbino che, svogliatamente, dall'altra parte muoveva ritmicamente la sua lunga scopa.

Provò a spingere il battente della porta ed essa si aprì, dolcemente, quasi non aspettasse altro. "Oramai siamo in ballo,  andiamo avanti" si disse, stupito dalla sua stessa audacia.Salì, cautamente, i dieci scalini che lo separavano da un'altra porta e davanti a quest'ultima non ebbe esitazioni, "sentiva" che l'avrebbe trovata aperta, faceva parte del gioco.

La stanza era vasta anche se i mobili e le cianfrusaglie che vi erano accatastati in gran numero la facevano sembrare più piccola. Dalla parte opposta a quella da cui era entrato c'era la finestra, l'origine di tutto ciò, le imposte chiuse dalle quali filtrava una debole luce.

Ebbe un attimo d'esitazione "Ed ora se mi scoprono qui che figura ci faccio? Rischio di passare per un ladro" e, cautamente, si volse verso la porta per prepararsi, in caso di necessità, ad una fuga rapida. Scacciò questi pensieri e si guardò intorno.La stanza era evidentemente disabitata, da molto tempo, alcuni mobili erano coperti da lenzuola, sugli altri c'era uno strato di polvere alto un dito.

Proseguì nel suo esame e infine la vide, o meglio, vide sulla parete opposta la cornice e poi la tela dove troneggiava quella figura a mezzo busto, con i soliti capelli a caschetto, nerissimi, gli occhiali scuri e la pelle bianca, pallidissima.

Si avvicinò quasi di corsa e fece in tempo a vedere un sorriso enigmatico disegnarsi su quel viso prima che il pavimento cedesse e lo seppellisse sotto un cumulo di macerie.

Furono i muratori, incaricati di demolire quell'edificio fatiscente a scoprire il suo corpo, qualche giorno più tardi.

"Strano, una persona così ordinata e seria, introdursi in casa d'altri" fu il commento del commissario incaricato delle indagini e che lo conosceva da molto tempo, "e poi non aveva visto il cartello, esposto fuori, ATTENZIONE PERICOLO DI CROLLI ?"  

 

 

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mercoledì, 25 maggio 2005

LA DONNA E LA FINESTRA-seconda parte

Guardò l'orologio: era quasi l'una e ormai aveva perso ogni speranza; di malavoglia, quasi costringendosi, si alzò pagò le consumazioni  e si avviò, deluso, verso casa.

Per tutto il giorno e gran parte della notte rimuginò su cosa fare e alla fine, vincendo la sua timidezza e la paura di apparire ridicolo, prevalse la voglia di agire, di spezzare in qualche modo quel circolo vizioso che lo portava tutte le mattine ad aspettare qualcosa di nuovo e a logorarsi, poi, per la sua impotenza.

Domattina, di buon'ora, si sarebbe presentato a quel portone, sarebbe entrato e poi succedesse quello che doveva succedere. "Troverò qualcosa da dire, ora sono troppo stanco, ci penserò domattina". Con questi pensieri si coricò su un fianco, spense la luce e lentamente si addormentò. Erano le due di mattina.

L'indomani, alle sette, era già sveglio, teso e carico come una molla, si fece la barba in fretta e furia e mezz'ora dopo era in quel bar, la sua base di partenza, a fare colazione.

"Chissà se sospettano qualcosa" si disse fra sè e sè, guardando i baristi che con aria ancora assonnata, preparavano il cappuccino e nello stesso tempo facevano le ultime pulizie per la nuova giornata. Cercò di spiare i loro volti che rimandavano, però, solo una assoluta indifferenza, appena mascherata da una patina di gentilezza formale.

Con passi lenti traversò la piazza, sentendosi come uno studente che si avvia verso i suoi giustizieri per l'esame di maturità.

(continua)  

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martedì, 24 maggio 2005

LA DONNA E LA FINESTRA

La finestra restava chiusa.

Erano oramai due ore, anzi due ore e mezzo che la fissava, inutilmente, sperando di cogliere un segno, qualcosa che mostrasse un mutamento, un lieve spostamento delle imposte che indicasse che stava per aprirsi.

Niente.

"Ora, pensò, aspetterò altri 20 minuti e se non succede niente me ne vado"

Eppure quella mattina era cominciata bene, poteva essere l'occasione buona per concretizzare, dopo giorni di segnali ambigui scambiati dal riquadro nero che disegnava la finestra e la sedia del bar di fronte, dall'altra parte della piazza dove consumava gli ultimi giorni delle ferie.

O forse non erano segnali, forse era lui che s'immaginava una complicità mai esistita tra quella figura a mezzo busto che si affacciava tutti i giorni, metodicamente, alle 10 e 30 per ritirarsi ,poi, dopo 5 minuti, richiudere le imposte e scomparire fino al giorno dopo, inghiottita dalle stanze dietro la finestra.

Non usciva mai, di questo era sicuro, aveva spiato a tutte le ore il portone di sotto, domandato in giro se qualcuno la conoscesse, tutto inutile: l'unico rapporto con il mondo esterno che quella figura, capelli neri a caschetto, occhiali scuri, pallidissima, sembrasse avere erano quei 5 minuti, dalle 10 e 30 alle 10 e 35 di ogni mattina.

Eppure...eppure non poteva essersi sbagliato, era lui che fissava dietro gli occhiali scuri, con le braccia appoggiate sul davanzale, una volta, anzi, si era tolta gli occhiali e lo sguardo era diventato un invito quasi esplicito.Forse era quello il momento da cogliere e lui l'aveva perso scioccamente, confuso da quell'audacia, intimidito.

(continua) 

postato da minimamoralia alle 17:40 | link | commenti (1)






grande è la confusione sotto il cielo:la situazione è eccellente